La cultura maker sta sempre di più entrando nelle scuole: ne sono la dimostrazione i finanziamenti che il Piano per la scuola digitale ha messo a disposizione per atelier creativi e laboratori, e le molte realtà che stanno nascendo nel Paese.

la didattica “laboratoriale” è ciò che porta l’implementare quegli spazi nella scuola dedicati alla pratica, all’applicazione e alla sperimentazione. Per la prima volta vengono previsti nella scuola luoghi dedicati all’innovazione e alla creatività, spazi dove poter sperimentare l’artigianatodigitale, il serious play, e il tinkering.

Ambienti digitali

Partiamo dagli ambienti digitali per la didattica. Previsti dall’azione numero 4 del Piano Nazionale scuola digitale,
vengono intesi come ambienti distribuiti in tutto l’edificio scolastico e un bando ha stanziato 140milioni di euro. A questi, sono stati aggiunti ulteriori 2,7 milioni di euro per l’allargamento della graduatoria delle prime 5.938 scuole che hanno avuto l’accesso ai finanziamenti, per una media di 20 mila euro a istituto. Per ambienti digitali il ministero intende: spazi alternativi per l’apprendimento, laboratori mobili, aule “aumentate” dalla tecnologia e postazioni informatiche per l’accesso del personale e dell’utenza ai dati della scuola. Gli spazi alternativi sono ambienti più grandi delle aule tradizionali pensati per accogliere attività aperte a più classi, con arredi e tecnologie che permettano la rimodulazione continua degli spazi in coerenza con l’attività didattica prescelta. Per laboratori mobili si intendono dispositivi e strumenti in carrelli e box mobili, a disposizione di tutta la scuola, che possono trasformare un’aula “normale” in uno spazio multimediale e di interazione. Le aule “aumentate” sono aule tradizionali arricchite da dispositivi per il collegamento web. Le postazioni informatiche comprendono schermi, video proiettori per le informazioni, postazioni pc, dispositivi mobili e colonnine per la registrazione delle presenze.

Laboratori territoriali e atelier

L’azione numero 7 del Piano Nazionale prevede il finanziamento di laboratori territoriali, atelier creativi e laboratori professionalizzanti. I primi sono intesi come laboratori per l’occupabilità e il contrasto al fenomeno dei Neet. Sono descritti come “spazi dall’alto profilo innovativo a disposizione di più scuole del territorio, dove sviluppare pratiche didattiche avanzate in sinergia con le politiche locali per il lavoro e le imprese”. Le scuole che sono state selezionate
per ricevere i finanziamenti e costituire laboratori territoriali sono 58: riceveranno 750 mila euro ognuna, per un totale di 45 milioni di investimento.

Gli atelier creativi sono invece spazi innovativi nelle scuole elementari e medie “dove sviluppare il punto d’incontro tra manualità, artigianato, creatività e tecnologie” come si legge nel Piano. Sono quanto di più simile a un fablab. Dal ministero fanno sapere che sono al lavoro per stilare la graduatoria delle 1860 scuole che si aggiudicheranno i finanziamenti per la costituzione degli atelier creativi, per i quali ci sono, in tutto 28 milioni di euro a disposizione (per una media di 15 mila euro a scuola).

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